teodoro barbara liverani studio mosaico ravenna

BARBARA LIVERANI STUDIO

Di tutto un po’, con estrema precisione e cura.
Da sempre art-igiana, trovo che sovrapporre scenari artistici differenti sia l’unico modo per creare qualcosa di nuovo.

Barbara Liverani Studio è innanzitutto una bottega dove costruire, inventare e sperimentare. Un luogo vivo, in cui provare a creare il proprio “Gioiello di mosaico” e ammirare una mostra.

Uno studio – negozio in cui perdersi tra tessere e colori nella consapevolezza che quell’antica arte sa essere pop e di nicchia senza smettere mai di essere bellezza.

POP ART MOSAIC

Forme, colori e dettagli.

Il mosaico è arte e storia ma si presta a questi tempi senza presunzione, per adattare luce e colori alla vita moderna. Come ogni tassello trova il suo incastro anche questo guazzabuglio moderno trova un senso nell’arte del mosaico.

E così, la bellezza del micromosaico diventa luce ad illuminare il viso di una sposa; dalla passione per i giardini si scoprono le incantevoli storie dei Teo d’Oro; uno sguardo volto ad est crea una collezione di Kimono di mosaico.

LE CREAZIONI

NEWS

PER NON PERDERE NESSUN TASSELLO

13 Luglio 2026
Crea il tuo gioiello in mosaico a Ravenna

Più di un laboratorio: un ricordo da portare con te

Chi visita Ravenna viene per ammirare i suoi straordinari mosaici. Passeggia tra le antiche basiliche, alza gli occhi verso i capolavori bizantini e scopre perché Ravenna è conosciuta in tutto il mondo come la città del mosaico. Ma cosa succederebbe se, invece di limitarti ad ammirare un mosaico, potessi crearne uno con le tue mani? Nel mio laboratorio, nel cuore di Ravenna, ti accomoderai a un vero banco da lavoro, circondato da tessere colorate, smalti veneziani e marmi, per realizzare un gioiello in mosaico unico: un ciondolo, una spilla, un paio di orecchini o un portachiavi da portare a casa come ricordo della tua esperienza. Non è richiesta alcuna esperienza artistica. Anzi, molti arrivano dicendo sempre la stessa frase: "Io non sono per niente creativo." Un paio d'ore dopo se ne vanno sorridendo, con un piccolo mosaico realizzato interamente da loro.

Entra in una vera bottega di mosaico

Una delle cose che gli ospiti apprezzano di più non è solo il laboratorio, ma il luogo in cui si svolge. Non è un'aula. È una vera bottega d'artista, fatta di strumenti di lavoro, barattoli pieni di tessere colorate, opere in corso e di tutti quei piccoli dettagli che rendono vivo uno spazio creativo. Molti mi dicono che entrare qui è come entrare in un negozio di caramelle. Solo che, al posto delle caramelle, ci sono colori, materiali e infinite possibilità. Per molti visitatori è un angolo nascosto di Ravenna che probabilmente non avrebbero mai scoperto da soli.

Un'esperienza rilassata e personale

I laboratori sono volutamente piccoli. Non c'è fretta e non c'è pressione. Accompagno ogni partecipante in ogni fase del lavoro, aiutandolo a scegliere colori, forme e materiali e raccontandogli qualcosa del meraviglioso mondo del mosaico contemporaneo. Molti restano sorpresi dalla precisione e dalla pazienza necessarie per realizzare anche un piccolo mosaico. Alla fine del laboratorio non portano a casa soltanto un gioiello fatto a mano, ma anche uno sguardo nuovo su una delle tradizioni artistiche più affascinanti di Ravenna. E naturalmente non sempre tutto va esattamente come previsto. Fa parte del gioco. Lavorare con le mani significa anche lasciare spazio agli imprevisti e, molto spesso, sono proprio quei piccoli dettagli inattesi a rendere il risultato ancora più bello.

Un souvenir fatto da te

La maggior parte dei souvenir si compra. Questo invece si crea. Il gioiello che realizzerai diventerà un ricordo personale del tuo soggiorno a Ravenna. Ogni volta che lo indosserai ti ricorderai dei colori, dell'atmosfera del laboratorio e del piacere di aver creato qualcosa con le tue mani.

Molto più di un laboratorio

Lavoro con il mosaico da oltre trent'anni e tengo corsi da più di quindici. Amo realizzare le mie opere, ma insegnare è diventata una delle parti più belle del mio lavoro. Grazie ai laboratori, ogni giorno il mondo entra nella mia bottega. Negli anni ho accolto viaggiatori, artisti, insegnanti, ingegneri, studenti, famiglie e persone semplicemente curiose, provenienti da ogni parte del mondo. C'è chi arriva perché ama l'arte e chi desidera semplicemente vivere un'esperienza diversa durante il proprio soggiorno a Ravenna. Il caffè fa sempre parte dell'accoglienza. Molti sorridono davanti alla mia collezione di tazzine e cucchiaini vintage raccolti durante i miei viaggi. Come il laboratorio, anche ognuno di loro ha una piccola storia da raccontare. Una delle soddisfazioni più grandi è vedere qualcuno arrivare dicendo: "Non sono creativo." e andarsene poco dopo con un sorriso e un mosaico realizzato con le proprie mani. Per me è uno degli aspetti più belli di questo lavoro.

Quando vuoi

I laboratori sono disponibili tutti i giorni, sia al mattino sia al pomeriggio, così puoi inserirli facilmente nel programma della tua visita a Ravenna. Puoi partecipare da solo, in coppia, con gli amici o in famiglia: troveremo insieme la soluzione più adatta ai tuoi tempi.

Cerchi qualcosa di speciale da fare a Ravenna?

Se desideri vivere un'esperienza autentica, al di là dei monumenti più famosi, creare un gioiello in mosaico è un modo originale per entrare in contatto con la tradizione artistica di Ravenna e portarne a casa un ricordo davvero personale. Ti aspetto nel mio laboratorio per condividere insieme la bellezza del mosaico.
10 Giugno 2024
La volta che un signore mi mostrò le foto della sua famiglia
Una mattina è entrato nella mia bottega di mosaico a Ravenna un signore di Milano. Era stato mandato da me da qualcuno, ma non aveva l'aria del cliente già convinto. Più che altro sembrava una persona educata che aveva deciso di verificare di persona il consiglio ricevuto. Il che, onestamente, mi pare ragionevole. "Vai da questa mosaicista, troverai sicuramente qualcosa", tu vai. Poi però entri e trovi una bottega piena di tessere, gioielli, pinze, scatole, lavori in corso e una signora che probabilmente sta cercando gli occhiali che ha in testa. Un minimo di prudenza è comprensibile. Ci siamo seduti e lui mi ha spiegato che voleva comprare due paia di orecchini in mosaico: uno per sua moglie e uno per sua figlia. Gli ho offerto un caffè. Poi ha tirato fuori il telefono e mi ha mostrato le loro fotografie. Questa è stata la parte più bella. Non mi ha detto soltanto: "A mia moglie piace il blu" oppure "Mia figlia porta orecchini piccoli". Mi ha mostrato i loro visi, i capelli, il modo di vestire. Abbiamo guardato le fotografie insieme e cercato di capire quali orecchini potessero essere adatti a due donne che io non avevo mai incontrato. Per la figlia abbiamo scelto dei piccoli orecchini blu. Per la moglie un altro paio, diverso, perché per fortuna le persone di una stessa famiglia non sono costrette ad assomigliarsi anche negli orecchini. Il problema era che i gioielli non erano pronti. Lui aveva una riunione e sarebbe ripartito per Milano poco dopo. Io gli ho assicurato che glieli avrei consegnati in tempo. Non completamente asciutti, magari, ma in tempo. Lui è andato alla sua riunione e io mi sono messa al lavoro. Ho tagliato le tessere, composto i colori e montato i due paia di orecchini. Quando sono stati pronti, o comunque abbastanza pronti da poter essere trasportati con la dovuta cautela, li ho messi nelle loro scatole, ho preso la bicicletta e sono partita per consegnarglieli direttamente nella sede dove si trovava. Non è il servizio di consegna standard della bottega. Diciamo che dipende dal cliente, dagli orecchini, dalla distanza e da quanto mi sento atletica quella mattina. Quando sono arrivata, lui aveva finalmente in mano i regali per sua moglie e sua figlia. Io non le avevo mai conosciute. Avevo visto soltanto due fotografie e ascoltato il modo in cui ne parlava. A volte, però, è già abbastanza per cominciare.
2 Novembre 2023
Racconti di città invisibili: il viaggio continua a Ravenna
Dopo Amman, le nostre città invisibili sono tornate a casa. Il 14 ottobre abbiamo inaugurato Racconti di città invisibili alla Biblioteca Oriani di Ravenna, nell'ambito della Biennale Internazionale di Mosaico. Con noi c'erano Luciana Notturni e i mosaicisti giordani Sonia Twal, Baha'a Jankhot e Mohammad Salem. Le opere erano le stesse esposte pochi mesi prima alla Jordan National Gallery of Fine Arts, ma nel frattempo era cambiato tutto quello che avevano intorno. Perché dalla Giordania non avevamo riportato soltanto i mosaici. Avevamo riportato il deserto, le fotografie, i profumi, un tappeto comprato a Madaba e soprattutto il ricordo di un viaggio che ci aveva unite molto più di quanto avessimo previsto.  

Una mostra da guardare, ma non soltanto

Quando abbiamo pensato all'allestimento, ci è sembrato impossibile appendere semplicemente le opere alle pareti e comportarci come se nel frattempo non fosse successo nulla. La mostra di Amman era stata la nostra prima esposizione all'estero. Avevamo viaggiato insieme per giorni, condiviso camere, cammelli, una mongolfiera, il concerto del Maestro Riccardo Muti a Jerash, un'inaugurazione ufficiale e una quantità considerevole di risate. Eravamo partite come professioniste, colleghe e concorrenti. Siamo tornate amiche. Abbiamo quindi provato a portare alla Biblioteca Oriani anche un po' di quel viaggio, trasformando la mostra in una piccola esperienza multisensoriale. Abbiamo steso il tappeto acquistato a Madaba e vi abbiamo appoggiato un tavolino con ciotole di spezie e frammenti di ambra profumata, che i visitatori potevano annusare. In un angolo abbiamo sistemato le fotografie della Giordania con il nastro di carta lasciato bene in vista. Le opere avevano un allestimento da mostra. I ricordi, evidentemente, avevano un allestimento da viaggio.  

Dalla pittura giordana alle città di Calvino

Il progetto è nato dall'incontro fra le opere di alcuni artisti giordani della collezione della Jordan National Gallery of Fine Arts, Le città invisibili di Italo Calvino e il nostro modo di lavorare con il mosaico. Ognuna di noi ha cercato una relazione fra un dipinto giordano e una delle città raccontate da Calvino, trasformandola attraverso smalti, marmi, pietre, vetri e ori. Non si trattava di riprodurre i dipinti. Il mosaico, come ho già avuto modo di osservare, non è una fotocopia molto più faticosa. Taglia, frammenta, riflette, aggiunge spessori e cambia la superficie. Inevitabilmente porta l'immagine da un'altra parte. A Ravenna il progetto è entrato nel programma dell'ottava Biennale Internazionale di Mosaico, nell'anno del centenario della nascita di Calvino. La mostra ha riunito ventidue mosaici e ha proseguito il dialogo fra Ravenna e Madaba, due città profondamente legate alla storia e alla cultura del mosaico.
 

Le mie tre città invisibili

Anche alla Biblioteca Oriani ho presentato Despina, Valdrada e Moriana.

Despina

Despina è nata da una libera interpretazione di Desert Castle della principessa Wijdan Al-Hashemi. È una città di confine fra due deserti. Il cammelliere la vede come una nave pronta a salpare, mentre il marinaio la vede come un cammello carico di merci. Ognuno riconosce in lontananza ciò che gli manca. L'ho realizzata con smalti, marmo e oro, costruendo un paesaggio giallo, caldo e quasi abbacinante, nel quale la città sembra emergere dal deserto e, nello stesso tempo, confondersi con esso.

Valdrada

Valdrada è invece la città doppia, costruita sopra un lago e capovolta nel proprio riflesso. Le due città si guardano continuamente, ma non si amano. Nel realizzarla mi sono lasciata accompagnare anche dalle Cronache marziane di Ray Bradbury. Fra Bradbury e Calvino ho trovato una specie di cortocircuito: città lontane e pianeti immaginati che, alla fine, parlano soprattutto di noi. Nel formato stretto e verticale, la città rossa scende verso l'acqua e nel riflesso comincia lentamente a disfarsi.

Moriana

Moriana è un'installazione composta da molte meduse in mosaico. Nella città descritta da Calvino tutto appare luminoso e seducente: ville di vetro, danzatrici dalle squame argentate e lampadari a forma di medusa. Ma basta girarle intorno per scoprire il lato opposto, oscuro e degradato. Le mie meduse sono colorate, leggere e apparentemente innocue. In realtà parlano del riscaldamento dei mari e della violenza di genere. Ad Amman erano finite sullo sfondo di quasi tutte le interviste televisive. A Ravenna hanno nuotato molto più tranquille.
 

La seconda parte del viaggio

La mostra si è conclusa nei primi giorni di novembre. È stata la tappa ravennate di un progetto internazionale di mosaico, un omaggio a Italo Calvino e un incontro fra artisti italiani e giordani. Per noi è stata anche la seconda parte di un viaggio che non volevamo ancora archiviare. Abbiamo portato dentro la Biblioteca Oriani le opere, naturalmente. Ma anche le fotografie, i profumi, il tappeto di Madaba e tutto quello che ci era rimasto addosso dopo la Giordania. Alla fine Racconti di città invisibili ha parlato di mosaico, pittura e letteratura. Ma ha raccontato anche qualcosa di molto più semplice: un viaggio condiviso può unire frammenti molto diversi. Noi, su questo, eravamo già discretamente allenate.
  Scopri la prima parte del viaggio: La nostra prima mostra di mosaico ad Amman