Una mattina è entrato nella mia bottega di mosaico a Ravenna un signore di Milano. Era stato mandato da me da qualcuno, ma non aveva l’aria del cliente già convinto. Più che altro sembrava una persona educata che aveva deciso di verificare di persona il consiglio ricevuto.
Il che, onestamente, mi pare ragionevole.
“Vai da questa mosaicista, troverai sicuramente qualcosa”, tu vai. Poi però entri e trovi una bottega piena di tessere, gioielli, pinze, scatole, lavori in corso e una signora che probabilmente sta cercando gli occhiali che ha in testa. Un minimo di prudenza è comprensibile.
Ci siamo seduti e lui mi ha spiegato che voleva comprare due paia di orecchini in mosaico: uno per sua moglie e uno per sua figlia.
Gli ho offerto un caffè. Poi ha tirato fuori il telefono e mi ha mostrato le loro fotografie.
Questa è stata la parte più bella.
Non mi ha detto soltanto: “A mia moglie piace il blu” oppure “Mia figlia porta orecchini piccoli”. Mi ha mostrato i loro visi, i capelli, il modo di vestire.
Abbiamo guardato le fotografie insieme e cercato di capire quali orecchini potessero essere adatti a due donne che io non avevo mai incontrato.
Per la figlia abbiamo scelto dei piccoli orecchini blu. Per la moglie un altro paio, diverso, perché per fortuna le persone di una stessa famiglia non sono costrette ad assomigliarsi anche negli orecchini.
Il problema era che i gioielli non erano pronti. Lui aveva una riunione e sarebbe ripartito per Milano poco dopo. Io gli ho assicurato che glieli avrei consegnati in tempo. Non completamente asciutti, magari, ma in tempo.
Lui è andato alla sua riunione e io mi sono messa al lavoro. Ho tagliato le tessere, composto i colori e montato i due paia di orecchini.
Quando sono stati pronti, o comunque abbastanza pronti da poter essere trasportati con la dovuta cautela, li ho messi nelle loro scatole, ho preso la bicicletta e sono partita per consegnarglieli direttamente nella sede dove si trovava.
Non è il servizio di consegna standard della bottega. Diciamo che dipende dal cliente, dagli orecchini, dalla distanza e da quanto mi sento atletica quella mattina.
Quando sono arrivata, lui aveva finalmente in mano i regali per sua moglie e sua figlia.
Io non le avevo mai conosciute. Avevo visto soltanto due fotografie e ascoltato il modo in cui ne parlava.
A volte, però, è già abbastanza per cominciare.